Prestito su pegno: come e quando chiederlo

Prestiti/Mutui
Prestito su pegno

Quando si richiede un prestito personale,  qualunque banca o finanziaria richiederà al consumatore alcune garanzie economiche, come la busta paga, il contratto di lavoro e l’assenza di segnalazioni come cattivo pagatore, allo scopo di minimizzare il rischio di insolvenza da parte del debitore. Per chi non ha un’entrata fissa mensile, o per chi in passato ha avuto difficoltà a rimborsare un prestito, ottenere un finanziamento può diventare piuttosto complicato, ma in casi come questo una soluzione possibile è la richiesta di un prestito su pegno.

Con questa forma di finanziamento, il consumatore può accedere molto rapidamente al prestito desiderato, consegnando all’istituto di credito un oggetto di valore in cambio del denaro di cui ha bisogno, senza dover presentare ulteriori garanzie e senza la necessità di un’indagine amministativa o patrimoniale da parte dell’ente erogatore. Sono sufficienti, oltre al pegno, un documento di identità e il codice fiscale.  La banca o la finanziaria rilascia al consumatore una polizza al portatore, che riporta la data del riscatto e la quota di interesse.

Per rientrare in possesso del bene di proprietà lasciato come pegno, il debitore dovrà rimborsare all’Istituto di Credito la somma ricevuta più gli interessi pattuiti. Per questa ragione l’importo del prestito è di norma inferiore al valore stimato dell’oggetto dato in pegno (fino a un massimo di 4/5 del valore stimato per i preziosi e fino a 2/3 del valore per gli altri beni). Il piano di rimborso viene stabilito in modo analogo a un normale prestito personale.  In caso di mancata restituzione del prestito la banca ha diritto di vendere all’asta il pegno, ma si calcola che questo avvenga solo nel 5% dei casi.

L’importo e la durata del prestito dipendono dunque dal valore del bene impegnato, che viene stimato da un perito della banca o della finanziaria che eroga il credito. Si tratta in genere di somme non elevate (l’importo medio per i prestiti su pegno è di € 700) e la durata del prestito può variare da un minimo di 3 mesi fino a un massimo di un anno. Questo periodo può essere rinnovato una o più volte in base alle politiche dell’Istituto di Credito, e inoltre è prevista la possibilità di  estinguere il debito in anticipo risparmiando sul costo degli interessi. Solitamente vengono accettati come pegno oggetti il cui valore è facilmente quotabile, come i preziosi (oro, gioielli, pietre preziose, orologi ecc.), ma alcuni istituti di credito accettano anche beni come opere d’arte, e oggetti antichi.

In assenza delle garanzie generalmente richieste per un prestito personale, è possibile ottenere somme più elevate rispetto a quelle descritte sopra, presentando come pegno un immobile di proprietà. Anche in questo caso la banca o la finanziaria che concede il prestito non richiede ulteriori garanzie, ma sarà sufficiente presentare il certificato di proprietà dell’immobile. Ipotecando una casa sarà dunque possibile accedere ottenere delle somme anche molto elevate, e con maggiore libertà di scegliere la durata del finanziamento, fissando l’importo della rata in modo da rimborsarlo più agevolmente.

Il prestito su pegno può essere richiesto presso tutte le  banche del circuito nazionale che erogano questo tipo di servizio, come ad esempio Unicredit, Ubi e Credito Siciliano o  presso gli intermediari finaziati autorizzati, come le agenzie di credito su pegno.

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